Istituto Comprensivo Don Giussani Ascoli Piceno

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Intervista alla Dirigente Scolastica

Tanti progetti e una “ferita” da curare

Il sisma non ferma l’Isc Don Giussani

 

di Stefania Mistichelli 

Quasi 1.000 studenti distribuiti su 7 plessi. E’ l’unico Isc in città ad aver subito la ferita, perché di questo si è trattato, di una scuola chiusa a causa del terremoto, con il conseguente spostamento degli studenti in altro quartiere. L’istituto comprensivo“Don Luigi Giussani” di Monticelli non si è lasciato intimidire dalle difficoltà e anzi, da queste, è partito per proporre un’offerta educativa ancora più ricca e di qualità. Ne parliamo con la dirigente Cinzia Pettinelli.

«È stato un anno complesso, ma anche di grande sfide. Appena arrivata qui, da Monte San Giusto, c’è stato il terremoto. Complesso perché gestire l’emergenza richiede un’accelerazione anche dei processi gestionali; una sfida perché affina la capacità di riflessione e decisionale che uno deve mettere in campo; è stata una bella palestra, abbiamo lavorato tanto. Penso che abbiamo fatto il massimo, perché fin dall’inizio abbiamo deciso che il nostro motto sarebbe stato “La scuola siamo noi”: al di là della struttura, la scuola la facciamo noi con la nostra capacità di fare, di qualificare la nostra offerta con iniziative, a mio, avviso, importanti. Abbiamo deciso che il terremoto non deve incidere minimamente sulla ricchezza e sulla qualità dell’offerta; d’altra parte anche da prima che arrivassi io questa scuola si è contraddistinta per un’offerta formativa ricca e di qualità, che ora vogliamo mantenere ed implementare, al di là delle difficoltà derivanti dal terremoto».

Qual è la situazione più critica?

«Sicuramente quella del plesso di scuola secondaria, che rimane in via Sardegna, zona San Filippo, e non so quanto rimarrà così, dipenderà da tutte le pratiche e procedure alquanto complesse che dovranno essere messe in atto per realizzare una struttura nuova. Infatti, utilizzando quella esistente, si dovrà rifare tutto l’interno; il problema, ciò che non dà garanzie e la rende non utilizzabile, sono i divisori, i tamponamenti, le pareti interne che si muovono. I materiali della struttura sono eccellenti, ma l’interno non è stato ben agganciato alla struttura portante. Quando sono arrivata, mi dissero: “Preside, lei è fortunata, ha la struttura più bella e più nuova di Ascoli”. Poi, è successo quello che è successo. Il plesso di via Sardegna pur essendo vecchio è sicuro, lettera A dalle schede Aedes. È molto semplice, essenziale, ma solido. Su nostra richiesta verrà costruita un’ulteriore scala esterna per creare un’altra via di fuga; la difficoltà lì è che le aule sono appena sufficienti, quindi quando dobbiamo mettere in atto tutte le nostre progettualità dobbiamo organizzarci in modo diverso. I nostri alunni sono ben addestrati anche all’evacuazione e sanno come gestire l’emergenza, sperando che non ce ne siano altre».

Quali sono i progetti che qualificano l’Isc?

«Dal potenziamento della lingua inglese con docenti madrelingua e conseguenti certificazioni per classi d’età (Young Learnings, Cat e Pet) fino al nostro coro, che recentemente ha partecipato alla Bohème “dei giovani”. Altro progetto importante è la scuola estiva: partita come una sfida, prevede una serie di attività nel mese giugno una volta chiuse le lezioni. Sempre su base volontaria, quest’anno il suo focus si è incentrato sulla Robotica Coding, un’attività di gioco intelligente. A questo proposito siamo arrivati finalisti al Global Yunior Challenge per aver realizzato un plastico dove i ragazzi hanno immaginato il loro quartiere ideale utilizzando una stampante 3D. Inoltre abbiamo vinto un progetto “Percorsi in rosa nelle Stem (Science, Tecnology, Environment and Matemathics)” che consiste nel vincere il gap tra ragazzi e ragazze nello studio delle materie scientifiche: era un bando ministeriale rivolto alle secondarie. Un altro progetto importante, che risponde sempre ad un bando ministeriale, è “Around Monticelli” finalizzato a potenziare le attività sportive. Poi ci sono i progetti interni: il Cineforum, il corso realizzato dalla Music Academy, il potenziamento delle competenze matematico- scientifiche, di cittadinanza attiva, di lettura e di passione per l’oggetto libro».

Ci sono altre specificità da sottolineare?

«Parlando di infanzia, il plesso di Poggio, caratterizzato da un orto didattico: i bambini fanno semina, cura, vendita finale dell’insalata, grazie anche ad un nonno che li aiuta. Hanno anche costruito una casetta degli uccelli e realizzato molte altre attività. Si tratta di un’iniziativa molto corposa, riconosciuta come progetto di qualità; anche Linea Verde se ne è interessata. È coinvolta anche la scuola agraria “Ulpiani” che manda i suoi docenti a fare lezione ai nostri bambini. Per quanto riguarda la secondaria è un po’ più in difficoltà ma stiamo ripartendo. Ad esempio, abbiamo ottenuto un finanziamento sull’ambiente digitale, grazie al quale realizzeremo in via Sardegna un’aula multimediale di nuova generazione, con i tablet e l’aula touch. Ci aiuta poi il fatto che, da quando è in via Sardegna, tutti i ragazzi usufruiscono del trasporto gratuito, e di questo ringraziamo il comune».

Quale ambiente ha trovato in questa scuola?

«Ho trovato un ambiente già molto ricco, ricettivo, dinamico, con insegnanti competenti e con un personale amministrativo in grado di reggere la complessità, perché la nostra idea di scuola è quella di una comunità educante propositiva, che cerca di stare al passo con i continui cambiamenti, di rispondere in maniera continua e critica alle sollecitazioni esterne, che ascolta il territorio e le sue famiglie e che, ponendosi anche da filtro rispetto alle esigenze e alle richieste delle famiglie, comunque le fa proprie. Da qui è nata la scuola estiva, dal sapere che le famiglie avevano questa necessità: le famiglie hanno pagato 60 euro per tre settimane per una fascia oraria dalle 8.30 alle 12.30. Questo anno grazie ad un finanziamento amplieremo l’offerta: dalle 8 alle 14, con la possibilità di usare la mensa a pagamento, intervallando le attività di robotica e coding ad uscite del territorio e attività di educazione fisica grazie all’altro finanziamento. L’ottica è integrare le varie progettualità per arricchire in maniera intelligente l’offerta formativa, tenendo conto delle esigenze del quartiere. Offriamo opportunità, offriamo servizi, siamo aperti non solo come mentalità ma come struttura. A questo proposito, il 23 novembre abbiamo ospitato l’evento di Google Revolution nel nostro auditorium».

Fonte URL www.cronachepicene.it


Pubblicata il 28 novembre 2017

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