Mercatino di solidarietà


Parrocchia dei Ss Simone e Giuda

Parrocchia di San Giovanni Enangelista 

Isctituto Comprensivo don Giussani -Monticelli

presentano

MERCATINO DI SOLIDARIETÀ 2018

SCUOLA E PARROCCHIA VIVONO IL QUARTIERE

domenica 6 maggio in Via dei Frassini

Programma della manifestazione

9.00                Apertura mercatino

10.00/11.00    Santa Messa celebrata dal Vescovo Mons. D'Ercole

11.15/12.45    Attività ludico sportive - 1° turno

12.45/14.00    Pranzo in parrochia

15.00/16.30    Attività ludico sportive - 2° turno

16.30/17.00    Momento conclusivo

Questa è un’occasione unica per il quartiere di mettere insieme tutti gli sforzi, la fantasia, la creatività e la “professionalità” per poter dire a fine giornata “ciò che conta non è quanto abbiamo ricavato, ma che siamo stati bene insieme perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere!”.

Anche quest’anno la splendida iniziativa del mercatino di solidarietà, organizzata dalle parrocchie di Ss. Simone e Giuda, S. Giovanni Evangelista e l'Isc “Don Giussani”, vedrà il coinvolgimento di centinaia di bambini e ragazzi tutti orientati a compiere un gesto di beneficenza.

Iniziativa che quest'anno però si veste di nuovo: è stata denominata “Scuola e parrocchia vivono il quartiere”. Si svolgerà domenica 6 maggio 2018 dalle 9 alle 17 circa.

I protagonisti saranno in primo luogo proprio i bambini, ma insieme con loro sono coinvolti gli educatori, gli insegnanti, i genitori: infatti gli alunni della scuola elementare con i loro insegnanti e coadiuvati dai genitori, i ragazzi della scuola media, i bambini ed i ragazzi dei gruppi parrocchiali, i giovani del Corso di Cresima stanno lavorando con entusiasmo producendo manufatti e raccogliendo oggetti da mettere in vendita.

Una delle novità sta nel luogo nel quale il mercatino effettivamente si svolgerà: non più infatti il piazzale antistante la parrocchia, ma su tutta Via dei Frassini, la pubblica via di fronte alla chiesa dei Ss. Simone e Giuda.

L'altra importante novità sta nel volontà di coadiuvare l'esperienza della solidarietà con quella dell'attività sportiva. Infatti, numerose attività sportive non competitive, che vanno dall'orienteering ad altri giochi di squadra, si svolgeranno nel Velodromo Comunale “Don Mauro Bartolini” e saranno coordinate dalla professoressa Stefania Mancini, insegnante della Scuola Secondaria dell’Isc “Don Giussani”, e dal suo staff che già da diversi mesi, grazie al progetto finanziato dal Miur (Ministero per l’Istruzione) “Around Monticelli”, si sta adoperando per trovare iniziative che coinvolgano tutti i bambini e i ragazzi.

Per il pranzo, nessun problema! Ci sarà la possibilità di mangiare come la sagra sotto il tendone della parrocchia.

Questa originale e straordinaria esperienza che vede coinvolto tutto il quartiere di Monticelli in una gara di solidarietà ha in sé tanti elementi educativi:

- la sinergia fra le varie realtà educative del quartiere e il coinvolgimento delle famiglie;

- l'educazione alla solidarietà e ad un esperienza di comunione

- l'autofinanziamento della scuola, che purtroppo dopo i fenomeni sismici del 2016/2017 che hanno colpito il nostro territorio, la scuola secondaria dell'Isc “Don Giussani” è stata gravemente lesionata e i ragazzi costretti ad utilizzare una vecchia scuola di un quartiere vicino.

Per l'occasione la nostra redazione ha voluto porgere qualche domanda alla Dirigente dell'Isc “Don Giussani”, la Professoressa Cinzia Pettinelli, e a Don Giampiero, in rappresentanza delle due parrocchie.

 

Quale motivazione può portare una scuola e delle parrocchie a condividere un'iniziativa di solidarietà?

Prof.ssa Pettinelli: La motivazione risiede nella comune funzione educativa e nella condivisione di traguardi formativi attinenti alla cittadinanza attiva e responsabile; fra questi, l’educazione alla solidarietà rappresenta indubbiamente uno dei fili conduttori che legano l’agire della parrocchia e quello della scuola. Entrambe, in base alle proprie specificità, possono aiutare i ragazzi a potenziare il sentimento della responsabilità e della cura nei confronti delle persone più deboli grazie ad interventi mirati, strutturati e condivisi. Valori quali la solidarietà, la reciprocità, la tolleranza, l’accoglienza sono comuni all’azione educativa degli operatori della scuola e della comunità parrocchiale: da essi deriva la motivazione all’agire condiviso per la realizzazione di iniziative come quella del 6 maggio.

Don Giampiero: E’ la comune finalità educativa che pur con forme e obiettivi diversi anima le nostre realtà. La dimensione della solidarietà e dell’accoglienza fa parte integrante del messaggio cristiano che aspira alla fraternità universale e all’amore verso ogni altro uomo e donna creato ad immagine di Dio qualunque sia la sua razza, il colore della sua pelle, le sue convinzioni. La fede ci mostra che Dio ha creato e salvato, in Gesù, ogni uomo (non solo i cristiani) quindi non possiamo essere noi ad alzare barriere, a creare pregiudizi, a discriminare qualcuno ma piuttosto siamo chiamati ad amare ciascuno per quello che è e come è: papa Francesco, tra l’altro, ci insegna che la Chiesa non cresce per proselitismo ma “per attrazione”.

E' importante che ci sia continuità educativa tra scuola e parrocchia? In che modo si può realizzare nella società multiculturale di oggi?

Prof.ssa Pettinelli: Più che di continuità, parlerei della necessità di una collaborazione costante fra parrocchia e scuola. La parola continuità potrebbe generare l’idea di una interscambiabilità di ruoli e funzioni che invece sono e devono rimanere ben delineati e separati. Quindi, nel rispetto dei propri ambiti d’azione e grazie al confronto, alla condivisione progettuale, alla riflessione pedagogica le due agenzie potranno ampliare enormemente il potenziale educante della comunità e rispondere così in modo unitario e sinergico alle sfide del territorio. In un’epoca di contrasti e lacerazioni, il patto educativo fra parrocchia e scuola può rappresentare una risposta forte alle sfide della modernità, un argine al dilagare di comportamenti a rischio. Il rispetto dell’alterità e delle diverse culture rappresenta uno dei traguardi educativi della scuola che, seppur declinato diversamente, costituisce anche uno degli obiettivi dell’azione della parrocchia. Quindi, il tendere verso i medesimi obiettivi rende possibile un’azione educativa la cui riuscita necessita comunque del coinvolgimento attivo della comunità del quartiere.

Don Giampiero: Io parlerei soprattutto di sinergia e in questa dimensione, credo, sia importante il contributo che le varie realtà che operano sul territorio possono portare a sostegno delle famiglie che sono in prima ed ultima analisi le responsabili principali dell’attività educativa: sia nella dimensione della fede e, penso, anche nella dimensione culturale: la parrocchia e la scuola sono di supporto all’azione educativa e di formazione alla fede che vede nei genitori i primi responsabili nella crescita dei propri figli. Quindi creando sinergia tra scuola, parrocchia e famiglie non potranno che usufruirne i bambini e i ragazzi stessi nel loro percorso di crescita diventando così ottimi cittadini, bravi professionisti e, per chi è cristiano, gioioso testimone di Cristo.

In un quartiere come Monticelli, quali potrebbero essere le altre attività che scuola e parrocchia potrebbero mettere in atto per farlo uscire dalla sua nomea di “quartiere dormitorio”?

Prof.ssa Pettinelli: Il quartiere necessita di azioni culturali forti, costanti e condivise, di servizi attenti alle necessità delle famiglie, di interlocutori disponibili, di sportelli di ascolto e di punti di aggregazione. Azioni ed iniziative che possono essere progettate e realizzate dalle parrocchie in collaborazione con la scuola anche condividendo spazi ed attrezzature, risorse e professionalità. E’ importante avviare una sinergia costante al fine di valorizzare il know how e le competenze specifiche - che normalmente si esercitano nei settori di appartenenza - e metterle al servizio della comunità nella sua interezza.

Don Giampiero: Anzitutto mi preme sottolineare che il nostro quartiere ha assunto una sua ben precisa fisionomia per cui tante strane denominazioni del passato tipo “Bronx” o “Quartiere dormitorio” oggi sono totalmente superate anzi noto che c’è ormai un senso di appartenenza molto forte soprattutto nei giovani che ormai sono diventati adulti. Un piccolo segnale è, ad esempio, nelle coppie che vanno a formare nuove famiglie: mentre fino a poco tempo fa l’idea era “fuggire da Monticelli” ora sempre più c’è il desiderio di rimanere nel quartiere. Questo certo è merito dell’attività delle parrocchie (quindi di don Roberto prima, don Orlando e dei parroci che mi hanno preceduto nella parrocchia dei Ss. Simone e Giuda), della scuola, delle società sportive che hanno contribuito a creare un senso di appartenenza e di radicamento nel nostro territorio. Un esempio di tutto questo è come le famiglie si siano strette intorno alla scuola soprattutto in questo momento critico come l’inagibilità della Scuola Secondaria dove, speriamo e auspichiamo, le istituzioni pubbliche intervengano al più presto per alleviare i disagi delle famiglie e restituiscano una scuola sicura e adatta ai tempi al quartiere. Alcune iniziative di collaborazione sono già state realizzate, quella del Mercatino, sicuramente, sarà una tappa molto importante, ma, credo, che con la buona volontà di tutti, tante altre (pur nel rispetto delle reciproche autonomie e competenze) se ne potranno mettere in campo.

Questa è un’occasione unica per il quartiere di mettere insieme tutti gli sforzi, la fantasia, la creatività e la “professionalità” per poter dire a fine giornata “ciò che conta non è quanto abbiamo ricavato, ma che siamo stati bene insieme perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere!”.

 Diana Fortunati

 

 

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Mercatino 2018